C.I.C. Centro di Informazione e Consulenza

C.I.C.
1. Motivazione/legittimazione
L'art. 106 del T.U. di leggi approvato con D.P.R. 309/90 prevede che i Provveditori agli Studi, di intesa con i Consigli d'Istituto e con i servizi pubblici per l'assistenza socio-sanitaria ai tossicodipendenti, istituiscano centri di informazione e consulenza rivolti agli studenti all'interno delle scuole secondarie superiori. E' indubbio che l'istituzione di questi centri rappresenta un'innovazione di non semplice e facile attuazione, ma essa può rappresentare -se si coglie tale novità in tutta la sua portata- l'occasione per offrire ai giovani un servizio che si vuol caratterizzare soprattutto come "SPAZIO DI ASCOLTO", come "AREA DI ANIMAZIONE", come "MOMENTO DI PROGETTUALITA' COMUNE", come "RISORSA DI SOSTEGNO/SUPPORTO" per i giovani nell'ambito della scuola allo scopo di migliorare la qualità della vita che giovani e adulti conducono nell'istituto scolastico. (cfr. Progetto presentato dal M.P.I. alla presidenza del Consiglio dei Ministri nell'anno 1992).

"L'idea generale sottesa a questo complesso di norme si puÚ riassumere nel modo seguente: la scuola non puÚ perseguire i suoi fini istituzionali d'istruzione e di promozione dell'apprendimento, per rendere effettivo il diritto allo studio, senza farsi carico, per la sua parte, della "rimozione degli ostacoli" che compromettono piu o meno gravemente il raggiungimento di tali fini. (...)
L'impegno di rimozione che la scuola deve affrontare, in quanto istituzione di questa Repubblica, implica la necessita' di lavorare non solo con i contenuti disciplinari e con le didattiche specifiche, ma anche con i processi, con le relazioni, con i significati, con le motivazioni da cui dipendono il successo o l'insuccesso scolastico, la gioia, la tristezza, la voglia di vivere e di lavorare o la rinuncia, la disistima di se, il rifiuto più o meno esplicito della vita, nelle forme dell'uso di droga, della fuga da casa, della noia, della devianza, della delinquenza, della violenza e del suicidio.
Il diritto allo studio acquista perciò sempre più il carattere di diritto alla buona qualit# della vita scolastica, condizione indispensabile per l'efficacia e l'efficienza del servizio offerto.
Tutto questo comporta la rifinalizzazione e per certi aspetti l'arricchimento delle risorse tradizionali di cui dispone la scuola, nonchè il potenziamento delle sue specifiche competenze mediante l'attivazione di nuove intese e nuove sinergie con istituzioni e con risorse esterne alla scuola stessa, in vista della promozione di esperienze formative efficaci, sia sul piano della lotta all'insuccesso scolastico, sia sul piano della valorizzazione dei talenti." (C.M. n. 362 del 22/12/1992)

Orario di apertura C.I.C.